
Ma dopo ieri, averli visti live me li fa amare anche troppo di più.
E oltretutto, il prossimo che mi dice che Bianconi è stonato o che comunque è freddo vado la e lo riempio di botte.
By the way, andiamo con ordine.
Sono le 19.30 quando mi presento sotto l'Alpheus, discoteca romana che la sera del 15 marzo ospita, sisi, i Baustelle. Munito di biglietto mi metto in fila e si entra per le 21.00 o roba del genere (non ricordo bene). Beh, attesa estenuante ed ecco che finalmente alle 23.00 fanno il loro ingresso. Classico stile mezzo noir, classico primo imbarazzo per l'impatto con il pubblico, e subito inizia il concerto.
Ho subito notato un Bianconi molto emozionato, le mani sulla tastiera della chitarra tremavano in un modo impressionante; presente anche una Rachele che diciamo mi ha estasiato, sotto tutti i punti di vista.
Va beh inizia il concerto insomma che neanche me ne accorgo ma iniziano le note di "Charlie fa Surf", naturalmente osannata dal pubblico al punto che parte anche un simil-pogo nella zona sotto palco. Beh il pogo non me l'aspettavo per i Baustelle ma diciamo che è stato azzeccatissimo.
Nella scaletta, che avevo già sbirciato diciamo, si alternano esclusivamente pezzi tratti dall'ultimo "Amen" e dal precedente "La Malavita". Arriviamo alla metà del concerto che sto sudato che neanche una maratona. Francesco inizia ad intonare "Il Corvo Joe" e tutto si ferma. Cioè troppo emozionante, una cosa assurda. Ancora più assurda la successione dei pezzi, "Alfredo" "Panico!" "Dark Room" e "La Vita Va" una dietro l'altra diciamo che mi hanno spiazzato, a quel punto mi sono innamorato di Rachele.
Ecco che si passa per un pò di Malavita e ecco "Baudelaire" che già sul cd mi rapiva non poco, ma live è tutta un'altra storia. Cioè ha creato il panico, veramente troppo bella ed esaltante.
Verso l'ultima parte del concerto c'è stato anche un problema tecnico (da quanto ho capito si era tipo sfondato il rullante della batteria) e per intrattenere il pubblico Francesco ha iniziato a improvvisare qualcosa, dicendo ad esempio "Anche nel Festival dei Morti Viventi può esserci un momento autentico di poesia” ed ecco che lo si vede intonare "Vita Tranquilla", canzone Sanremese di Tricarico. Questo per sfatare la cosa che raffigura il Bianconi come un sasso senza vita, cioè mi ha fatto anche ridere.
A questo punto i Baustelle se ne vanno, ma si capisce che ritorneranno.
Infatti eccoli poco dopo di nuovo sul palco, per un bis molto apprezzato.
Iniziano con "Bruci La Città", canzone resa famosa questa estate da Irene Grandi ma che, come si sa, fu scritta da Bianconi che quindi la ripropone anche col suo gruppo. Carina, niente di più, si sente che è la classica canzone alla Baustelle, magari poteva essere sfruttata meglio.
E diciamo che era dall'inizio del concerto che qualcuno richiedeva canzoni da "Sussidiario Illustrato Della Giovinezza" e finalmente il gruppo decide di proporne qualcuna, anche se solo un medley tra le bellissime "Gomma" e "La Canzone Del Riformatorio", più l'altrettanto bella "La Canzone Del Parco". Distrutti e contenti, arriva la canzone di chiusura, che milgiore di quella non si poteva scegliere, "Andarsene Così" chiude una serata, almeno per me, perfetta e che mi ha fatto ricredere riguardo i Baustelle live. Meritano veramente tanto, sopratutto Rachele è stata una piacevole sorpresa. Una nota di merito va anche al resto del gruppo, impeccabile Caludio alla prima chitarra, ma veramente distruttivo Nicola Manzan (secondo polistrumentista) che ha dato veramente tutto al concerto, saltando da tutte le parti e esaltando come pochi la folla.
Altra nota va fatta per le voci di Rachele e Francesco, in alcuni live avevo ascoltato qualche stecca, ma devo dire che al concerto di ieri (magari mi sono sbagliato) hanno cantato veramente da paura.
Va beh ora basta però.
Scaletta (non proprio sicuro al 100%)
- Intro
- Antropophagus
- Colombo
- Charlie Fa Surf
- Aereoplano
- I provinciali
- Il Liberismo Ha I Giorni Contati
- Corvo Joe
- Alfredo
- Panico
- Dark Room
- La vita va
- La Canzone Di Alain Delon
- Sergio
- Guerra è finita
- Baudelaire --- bis ---
- Bruci la città
- Gomma/La Canzone Del Riformatorio
- La Canzone Del Parco
- Andarsene Così
15 € ben spesi, fidatevi.









Nome: Wizard





Morgan - Da A ad A
Una di quelle Moleskine da paura con le pagine bianche
Misery di Stephen King
fonte:
E' vero lo ammetto, ormai con tutte queste reunion sembra di assistere ad uno scenario squallido e ipocrita. Però non potevo rimanere zitto su un fatto storico. Certe volte uno alza gli occhi al cielo e pensa che forse i miracoli esistono. Penso che 
E' un album che colpisce, sorprende e improvvisamente torna calmo questo "Da A ad A" di Morgan. Undici canzoni che toccano tutti gli umori possibili, giocando sulle emozioni. Nel secondo lavoro dell'artista si trovano sia spunti melodici e incantati come in "Amore Assurdo" sia ritmi convulsi, schizofrenici e poi improvvisamente rilassanti come in "La Cosa". Interessanti i motivetti scherzosi e divertenti di "Animali Familiari" che si contrappongono perfettamente con l'intelligente testo, lasciando inevitabilmente un leggero sapore di amaro in bocca. Questa l'originalità di Morgan, la capacità di far sorridere da una parte e riflettere dall'altra, come a presentare una continua contraddizione. Il nostro Marco Castoldi, questo il vero nome, ci racconta anche una malinconica e spassionata "Storia di Amore e Vanità", accompagnato come sempre da splendide e oniriche melodie. Troviamo anche esempi di canzoni all'apparenza scanzonate, come "Da a Ad A", ma viste con un'occhio più attento, piene di sorprese. C'è tempo anche per una (simil)filastrocca, "U-Blue", fatta con sua figlia Anna Lou, che se non convince proprio appieno, almeno strappa un sorriso. Insomma un'album pieno di spunti, da ascoltare come una sorta di Concept Album. Lo consiglio a tutti, anche a quelli meno attirati dal genere, giusto per farsi un'opinione su un'artista in più. Il che in fondo non fa mai male.
Quattro anni dopo i Radiohead riescono sul mainstream con un nuovo cd, "In Rainbow". Beh è un semplice cd direte voi, parlaci della musica. E invece no, questa volta i Radiohead hanno fatto qualcosa di diverso, buono o cattivo che sia. Infatti dal 2004 sul loro simpatico blog la band inizia a scrivere parti di testi, di melodie, di idee che decidono di trasmettere al pubblico attraverso il portale appunto. Questo non fa altro che incuriosire ancora di più i fan e i media, che tengono d'occhio il blog. Improvvisamente agli inizi di Ottobre i Raiohead annunciano il nuovo disco, ma specificano, non sarà nei negozi di dischi. Si era nell'aria che qualcuno prima o poi l'avrebbe fatto, che qualcuno si sarebbe mosso. L'hanno fatto loro guardacaso. Insomma il cd non è nei negozi, ma acquistabile online. Beh che c'è di strano fin qui direte voi, anche su ITunes posso comprare musica online. Beh si, ma il bello dell'iniziativa dei Radiohead è che il prezzo lo fa l'utente. Cioè tu dici voglio pagare questo cd 5 sterline? Ok pagalo 5 sterline, download. Voglio pagarlo zero sterline? Ok pagalo zero sterline, noi il cd te lo diamo lo stesso. Chissà perchè (???) da subito l'iniziativa è finita in mezzo a mille bufere, i Radiohead danno dato il loro cd direttamente al fan, all'ascoltatore, senza l'ausilio di case discografiche e negozi di dischi, che fanno solo lievitare i costi del cd. Ovviamente più in la il disco sarà disponibile anchein versione fisica, sia tramite box speciale che tramite compact disc. Bella mossa da parte del gruppo direte ora voi. Mossa commerciale? O puro interesse verso un pubblico sempre più stanco dei costi? Pensatela come volete, fatto sta che questo disco farà parlare ancora a lungo.