martedì, 10 novembre 2009

Ludwig - L'Italia fa [(veramente) tanto] schifo.

Marco Furlan (Padova, 16 gennaio 1960) e Wolfgang Abel (Monaco di Baviera, 25 marzo 1959) sono due serial killer che commisero omicidi nel nord-est dell'Italia e in Germania tra il 25 agosto 1977 e il 7 gennaio 1984 rivendicando i propri crimini con volantini firmati con la sigla Ludwig.

L'aspetto che maggiormente colpì l'opinione pubblica al momento dell'arresto dei membri del gruppo "Ludwig" fu l'origine sociale di Furlan e Abel, figli dell'alta borghesia di Verona e provenienti dal quartiere di Borgo Trento, all'epoca - ed ancor oggi - uno dei più prestigiosi del capoluogo scaligero.
Marco Furlan era figlio del primario del centro ustionati di Verona - sintomatico il fatto che molte delle vittime di "Ludwig" furono arse vive - ed al momento dell'arresto risultava in procinto di laurearsi in fisica presso l'Università di Padova.
Wolfgang Abel era figlio di un consigliere delegato di una compagnia assicurativa tedesca e viveva a Negrar, in provincia di Verona, pur avendo abitato a Monaco di Baviera. Aveva preso una laurea in matematica a pieni voti e lavorava col padre nella medesima compagnia assicurativa.
Condividevano l'idea di ripulire il mondo da barboni, omosessuali, tossicodipendenti, preti con l'unica colpa di aver commesso peccati in gioventù e contro discoteche e cinema a luci rosse.
Le loro idee neonaziste, xenofobe e omofobe li portarono a commettere 15 delitti tra Italia e Germania tra il 1977 e il 1984.


Il primo omicidio compiuto dai due risale al 25 agosto 1977 quando il barbone Guerrino Spinello venne bruciato nella sua Fiat 126 a Verona. Il 17 dicembre 1978, più di un anno dopo dal primo omicidio venne ucciso il cameriere Luciano Stefanato, omosessuale, ucciso con più di 30 coltellate e ritrovato con ancora le 2 lame conficcate nella schiena, a Padova. Quasi un anno dopo, il 12 dicembre 1979 venne ucciso con una trentina di coltellate il tossicodipendente ventiduenne Claudio Costa a Venezia.

La coppia di assassini seriali uccise poi nel 1980 l'ex prostituta Alice Maria Baretta a Vicenza a colpi di ascia e di martello. Il 25 novembre dello stesso anno i due rivendicarono per la prima volta questi delitti col nome di Ludwig, inviando una lettera a Il Gazzettino. Il 25 maggio 1981 diedero alle fiamme la Torretta di Porta San Giorgio, ricovero per sbandati e senza casa. Nell'incendio morì il diciassettenne ospite Luca Martinotti. Dopo aver inviato la lettera di rivendicazione del rogo a La Repubblica inviarono questa macabra lettera:

  « LUDWIG
LA NOSTRA FEDE È NAZISMO
LA NOSTRA GIUSTIZIA È MORTE
LA NOSTRA DEMOCRAZIA È STERMINIO
RENDIAMO NOTO CHE ABBIAMO PUNTUAL
MENTE RIVENDICATO IL ROGO DI SAN G
IORGIO A VERONA CON IL MESSAGGIO
INVIATO A 'LA REPUBBLICA'.
ALLEGHIAMO UN DISCHETTO METALLICO
IDENTICO A QUELLO APPLICATO SULLA
PIU' GRANDE DELLE TRE TORCE USATE.
GOTT MIT UNS »
   
 

Il 20 luglio 1982 uccisero a martellate Gabriele Pigato e Giuseppe Lovato, entrambi frati settantenni del Santuario della Madonna di Monte Berico a Vicenza. Il 26 febbraio 1983 uccisero a Trento il sacerdote don Armando Bison, che venne trovato con un punteruolo sormontato da un crocifisso. Il 14 maggio 1983 diedero fuoco al cinema a luci rosse Eros di Milano, dove morirono sei persone e trentadue rimasero ferite. L'8 gennaio 1984 appiccarono un incendio alla discoteca Liverpool di Monaco; nel rogo morì una persona (una cameriera di origine italiana che lavorava nel locale) e altre sette rimasero ferite.

Il 4 marzo 1984 i due si recarono alla discoteca Melamara di Castiglione delle Stiviere in provincia di Mantova, dove si trovavano quattrocento ragazzi, la maggior parte dei quali mascherati per la festa di carnevale. In un momento di confusione uno dei due fa entrare in discoteca l'altro (entrambi erano travestiti da Pierrot), aprendogli un'uscita di sicurezza. Si introdussero nel locale portando due borse contenenti due taniche di benzina. Il movimento venne notato da un addetto alla sicurezza, che si avvicinò per controllare e li sorprese nell'atto di versare benzina sulla moquette. Vistisi scoperti, i due tentarono di aggredire il buttafuori per potersi dare alla fuga, ma finirono con l'avere la peggio e vennero consegnati alla Polizia. Ludwig così concluse la sua scia di morte lasciandosi dietro 15 morti e 39 feriti.

Abel venne sottoposto a perizia psichiatrica, richiesta anche dai difensori di Furlan, Piero Longo e Niccolò Ghedini (quest'ultimo attualmente difensore di Silvio Berlusconi, ed esponente della coalizione politica di destra italiana). Furlan rifiutava di sottoporsi ai colloqui. Gli specialisti Balloni e Reggiani affermarono che Abel aveva una ridotta capacità di intendere e di volere durante gli omicidi, inoltre affermarono che Abel era cresciuto senza le attenzioni affettive che permettono di costruire una personalità sana. La perizia fu molto contestata. Il 10 febbraio 1987 vennero entrambi condannati a trent'anni di carcere, mentre il pubblico ministero aveva chiesto per entrambi l'ergastolo; a entrambi inoltre venne riconosciuto un vizio parziale di mente. Il 15 giugno 1988 la Corte d'Assise d'Appello di Venezia rimise in libertà entrambi per decorrenza dei tempi di carcerazione e ordinò a Furlan il soggiorno obbligato a Casale di Scodosia, un paese in provincia di Padova. Furlan nel frattempo fuggì; fu catturato solo nel maggio del 1995 a Creta sotto falso nome e venne riportato in Italia; intanto il 10 aprile del 1990 la Corte d'Appello di Venezia, presieduta da Nicola Lercario, lo aveva condannato in contumacia a 27 anni di carcere, condanna confermata l'11 febbraio 1991 dalla Corte di Cassazione; nella medesima occasione anche Abel fu condannato a 27 anni. Poco dopo l'arresto, avvenuto a Creta [1] grazie all'intuizione del Sig. Adriano Sacco Zaut, Marco Furlan tentò il suicidio in carcere, provando a impiccarsi alle sbarre con un lenzuolo.

Il 24 aprile 2008 viene diffusa la notizia della decisione del Tribunale di sorveglianza di Milano di affidare Marco Furlan in prova ai servizi sociali[2]. Furlan, attraverso il suo legale, l'avvocato milanese Corrado Limentani, aveva chiesto di poter lasciare il carcere di giorno per tornarvi la notte e nei fine settimana. L'organismo giudiziario ha però deciso di non concedere la semilibertà, ma piuttosto di anticipare la scarcerazione del serial killer, prevista per l'inizio del 2009. Tale notizia non ha mancato di suscitare scalpore e disappunto nell'opinione pubblica, e numerose proteste al riguardo sono già pervenute a quotidiani e settimanali. È libero dal 9 Gennaio 2009.
 

"L'Italia (un paese che lascia in libertà un pluriomicida) non è un paese."

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sabato, 07 novembre 2009

Baustelle - Alfredino

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venerdì, 06 novembre 2009

Luigi Tenco

Luigi Tenco (1938 – 1967) è stato un cantautore italiano o, come lui stesso amava definirsi, compositore.
La sua morte, attribuita generalmente a suicidio mentre si trovava a Sanremo per partecipare al Festival della canzone italiana, è avvolta da un velo di mistero.



Rinchiusosi nella sua camera in una dependance dell'Hotel Savoy, venne successivamente trovato morto proprio dalla stessa Dalida. Il corpo riportava un foro di proiettile alla testa. Venne trovato un biglietto vergato a mano - che più perizie calligrafiche hanno poi consentito di attribuire allo stesso Tenco - contenente il seguente testo:

  « Io ho voluto bene al pubblico italiano e gli ho dedicato inutilmente cinque anni della mia vita. Faccio questo non perché sono stanco della vita (tutt'altro) ma come atto di protesta contro un pubblico che manda "Io tu e le rose" in finale e ad una commissione che seleziona "La rivoluzione". Spero che serva a chiarire le idee a qualcuno. Ciao. Luigi. »
   

Questo ovviamente, sul momento, fece pensare al suicidio come unica spiegazione di quell'assurda morte. Tanto più che Tenco aveva acquistato una pistola l'anno precedente per difesa personale. Tuttavia, per molti decenni, sono sussistiti molti dubbi sulle cause reali della sua morte: ad esempio, il corpo fu ritrovato con una ferita da arma da fuoco alla tempia sinistra: particolare, questo, molto strano perché Tenco non era affatto mancino. Inoltre non fu mai ritrovato il proiettile che ne causò la morte.

Per questo e per altri motivi, dopo anni di pressioni esercitate da una parte della stampa, il 12 dicembre 2005, dopo ben trentotto anni, la procura generale di Sanremo ha disposto la riesumazione della salma per tentare di stabilire la verità una volta per tutte, e cioè se Tenco si era realmente suicidato o, come molti hanno ritenuto per anni, era stato assassinato per motivi da approfondire ulteriormente.

Il 15 febbraio 2006 il Caso Tenco è stato, in via ufficiale, definitivamente chiuso. Una nuova analisi sulla salma di Tenco, infatti, ha suffragato la tesi che il cantante è morto per suicidio, non potendo formulare alcuna altra ipotesi anche perché, contrariamente alle aspettative, non è stato ritrovato il proiettile nel cranio. Nonostante ciò, ancora molti sostengono tesi alternative al suicidio.

Tra l'11 giugno 2009 e il 28 Settembre 2009, il Segretario Politico Nazionale del Partito dell'Alleanza, Dott. Sante Pisani ed il responsabile Nazionale del dipartimento delle politiche abitative dell' UDEUR Dott. Domenico Scampuddu, hanno inviato due esposti al Consiglio Superiore della Magistratura, al Ministro della Giustizia On. Alfano, al Consiglio dei Ministri e al Cancelliere della Corte europea dei Diritti dell'Uomo di Strasburgo (Francia), con in allegato cinque prove dell'omicidio di Luigi Tenco. L'esposto in versione integrale è disponibile alla pubblica lettura.

fonte: wikipedia.org

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venerdì, 23 ottobre 2009

Mando Diao

I Mando Diao sono una band indie/garage rock svedese. La loro musica è caratterizzata da un sound che rimanda direttamente al Rock and Roll targato anni '60.


photo: emilialindahl
 
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giovedì, 22 ottobre 2009

The Shining

Shining (1977) è un romanzo horror di Stephen King. Terzo libro pubblicato da King; il successo che ne derivò fu tale da rendere l'autore il principale esponente del genere. Un film basato sul libro, Shining diretto da Stanley Kubrick, fu girato nel 1980. Il libro fu poi riadattato per una miniserie televisiva.

Trama
King in quest'opera narra un'intrigante e allo stesso tempo spaventosa vicenda che ha come protagonista una famiglia americana; vicenda che nel corso del libro viene appunto animata da macabri episodi che portano i personaggi ad avere paura l'uno dell'altro. La storia è ambientata nell'inverno del 1976-77. Jack Torrance, che ha perso il proprio lavoro d'insegnante dopo aver aggredito uno studente e cerca di portare a termine una commedia alla quale lavora da tempo, accetta un lavoro offertogli dall'amico Al Shockley: trasferirsi come guardiano invernale all'Overlook Hotel, un imponente albergo che domina le alte montagne del Colorado. Jack accetta la proposta e porta con sé la moglie Wendy e il figlio Danny di cinque anni. La famiglia spera di ritrovare nell'albergo un periodo di serenità, correndo il rischio però di rimanere isolati da tutto il mondo esterno a causa della neve che li bloccherà durante tutto l'inverno. Appena arrivati Jack ha un colloquio col direttore dell'albergo, Ullman, che lo informa che molti anni prima Delbert Grady, guardiano invernale di quell'anno, impazzì e si uccise dopo aver fatto a pezzi la moglie e le figlie. Quello è stato solo uno dei tanti omicidi avvenuti nell'albergo. Durante il colloquio Danny conosce il cuoco Dick Hallorann con cui ha in comune dei poteri extra-sensoriali, la cosiddetta "aura" che gli permette di vedere fatti accaduti o che accadranno. Dick dice a Danny che se mai avrà bisogno d'aiuto basterà chiamarlo con la forza del pensiero e lui lo sentirà. Con il passare del tempo la famiglia si ritrova subito in un'atmosfera sinistra e Danny, grazie ai suoi poteri e all'aiuto dell'amico immaginario Tony, avverte il peso degli orribili avvenimenti passati che si materializzano davanti a lui, come il delitto della stanza 217, ma impara anche ad opporsi ad essi e a smascherare le false presenze. Jack, che rovistando nel sotterraneo ha scoperto dei documenti compromettenti sulla storia dell'albergo, diviene prigioniero delle presenze del passato e non può sfuggire ad esse che lo controllano e lo portano all'irrefrenabile impeto di uccidere Wendy e Danny volendo prolungare così la spirale di delitti e orrori. Madre e figlio capiscono che Jack non è più lo stesso e Wendy trova il coraggio di ferirlo, ma ciò non lo ferma e così Danny in preda al panico chiama Dick che accorre con un gatto delle nevi e mette in salvo la famiglia lasciando Jack nell'albergo che dopo poco va a fuoco a causa dell'esplosione della caldaia, la cui pressione non veniva scaricata ormai da troppi giorni.


"Jack Torrance pensò: Piccolo stronzo intrigante. Ullman era alto poco più di un metro e sessanta, e quando si muoveva aveva la rapidità scattante che sembra essere peculiare a tutti gli ometti grassocci. Aveva i capelli spartiti da una scriminatura impeccabile, e il completo scuro era sobrio, ma severo. Sono un uomo al quale potete tranquillamente esporre i vostri problemi, diceva quel completo alla clientela solvente."
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martedì, 20 ottobre 2009

Julian Beever

Julian Beever (1959) è un artista britannico.

Beever crea disegni trompe-l'œil con il gesso su pavimenti e marciapiedi dalla metà degli anni '90. Le sue opere vengono create utilizzando una proiezione chiamata anamorfosi per creare l'illusione tridimensionale quando viene visto da una determinata angolazione. È soprannominato Pavement Picasso.

In Italia potrebbe essere definito un madonnaro anche se risulta veramente difficile accostarlo all'arte dei madonnari tradizionali.

Oltre a queste opere, Beever, esegue pitture murali con vernici acriliche e riproduzioni di opere famose.
Lavora come free-lance e crea murales a richiesta. Ha lavorato nel Regno Unito, Belgio, Francia, Paesi Bassi, Germania, Austria, Danimarca, Spagna, Stati Uniti, Australia, Brasile, Argentina e Uruguay.

fonte: wkipedia.it
 

Un Genio vero.

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mercoledì, 07 ottobre 2009

Bocciato Lodo Alfano - Le Reazioni della Stampa Estera

La notizia della bocciatura del ’lodo Alfano’ apre quasi tutti i grandi siti web internazionali. Grande evidenza sul sito del britannico The Times, che ha seguito con attenzione le vicende del governo italiano negli ultimi mesi: «La massima corte italiana toglie l’immunità a Berlusconi. Il premier italiano lotta per la sua carriera».
Il francese Le Monde scrive sulla banda gialla dell’ultim’ora: «L’immunità di Silvio Berlusconi giudicata incostituzionale». Titolone su Liberation sempre in Francia: «Invalidata l’immunità penale di Berlusconi. Questa decisione della Corte costituzionale potrebbe aprire la porta a procedimenti giudiziari contro il presidente del Consiglio».
In Spagna per El Pais è il terzo titolo: «La Consulta apre la porta ai processi di Silvio Berlusconi. La legge d’immunità nota come Lodo Alfano tiene paralizzati quattro processi contro di lui» scrive il corrispondente del quotidiano di sinistra. Prima notizia invece sul sito de El Mundo: «Berlusconi smette di essere immune davanti alla giustizia. I 15 giudici della Corte costituzionale invalidano la legge che dava l’immunità alle 4 massime cariche dello Stato». Prima notizia anche sul sito del Wall Streer Journal: «Corte annulla l’immunità di Berlusconi» e il quotidiano americano aggiunge «La sentenza potrebbe mettergli pressione per dare le dimissioni e aprire a elezioni anticipate». Seconda posizione per il sito del New York Times con il medesimo titolo. La notizia è la prima del sito della inglese Bbc: «Bocciata la legge sull’immunità di Berlusconi». La Corte Costituzionale, prosegue la Bbc, ha annullato la legge che «gli aveva evitato diversi casi giudiziari. In uno, doveva affrontare accuse di corruzione».

fonte: corriere.it

"E ora Berlusconi si sta cagando sotto."
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mercoledì, 16 settembre 2009

Cinquanta e Sessanta.

        
Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene.
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sabato, 22 agosto 2009

Voglio andare dritto per la mia strada, fino in fondo.

"La società s'inventa una logica assurda e complicata, per liquidare quelli che si comportano in un modo diverso dagli altri. Ma se, supponiamo, e io lo so benissimo come stanno le cose, so che moririò giovane, sono nel pieno possesso delle mie facoltà eccetera, eccetera, e decido di usarla lo stesso, l'eroina? Non me lo lasciano fare. Non mi lasciano perché lo vedono come un segno del loro fallimento, il fatto che tu scelga semplicemente di rifiutare quello che loro hanno da offrirti. Scegli noi. Scegli la vita. Scegli il mutuo da pagare, la lavatrice, la macchina; scegli di startene seduto su un divano a guardare i giochini alla televisione, a distruggerti il cervello e l'anima, a riempirti la pancia di porcherie che ti avvelenano. Scegli di marcire in un ospizio, cacandoti e pisciandoti sotto, cazzo, per la gioia di quegli stronzi egoisti e fottuti che hai messo al mondo. Scegli la vita. Beh, io invece scelgo di non sceglierla, la vita. E se quei coglioni non sanno come prenderla, una cosa del genere, beh, cazzo, il problema è loro, non mio. Come dice Harry Lauder, io voglio andare dritto per la mia strada, fino in fondo."

Dopo un bel pò di tempo mi sembra d'obbligo tornare con un bel post citazionale. E buon fine vacanze a tutti.
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lunedì, 29 giugno 2009

Lussazione della rotula

Una lussazione è uno spostamento permanente delle superfici articolari l'una rispetto all'altra. La lussazione è detta completa se la perdita dei rapporti fra le due superfici è totale, quando invece resta un contatto parziale, si parla di lussazione incompleta o di sublussazione. Ricordiamo che l'articolazione femoro-patellare non ha stabilità ossea intrinseca durante i primi 20-30° di flessione.
La stabilità diventa effettiva solo dopo i 70-80° quando la rotula scivola dentro la scanalatura tra i condili. La stabilità è assicurata dai muscoli e dai legamenti e, nelle posizione di flessione più importanti, dalla forma a V della rotula incastrata nella gola femorale.
L'inserzione del tendine rotuleo spesso molto esterna, genera una forte tendenza allo spostamento verso l'esterno della rotula quando il quadricipite si contrae o quando il ginocchio è in totale posizione estesa. Esistono pure delle displasie dell'articolazione femoro-rotulea.
In questi casi le faccette articolari della rotula troppo appiattite, si articolano con i condili femorali che non hanno una scanalatura abbastanza profonda per mantenere la rotula ben centrata. Si instaura una instabilità e la rotula potrà spostarsi facilmente, spesso anche in seguito a minimi traumi.

"Inoltre chi riesce a farsi male così viene chiamato genio, e io a quanto sembra porto la bandiera."
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